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Un altro Columbus day di polemiche

Un anniversario nel segno delle polemiche tra una riva e l’altra dell’Atlantico. È quello andato in scena ieri in occasione della 529esima ricorrenza della scoperta dell’America, una data che sta sempre più diventando un giorno di rivendicazione dei diritti dei popoli autoctoni delle Americhe, sterminati dalla colonizzazione europea. In particolare ieri si è distinta in tal senso la voce del presidente venezuelano Nicolás Maduro che ha accusato la Spagna di “offendere” la memoria dell'America celebrando la sua festa nazionale il 12 ottobre, giorno dell'arrivo di Cristoforo Colombo, perché questa data segna il “genocidio” dei popoli indigeni. “È un'offesa per tutta l'America che il re di Spagna celebri ancora il 12 ottobre, giorno in cui ebbe inizio il colonialismo americano e il più grande genocidio della storia, celebrandolo come un giorno festivo, come un cosiddetto giorno di civiltà”, ha affermato Maduro. Durante un discorso davanti ai suoi sostenitori riuniti di fronte al palazzo presidenziale di Miraflores, il presidente venezuelano ha spiegato che renderà pubblica “una lettera al re di Spagna” nella quale condividerà, “con grande rispetto”, “le riflessioni del cuore della nostra gente”. Nella missiva, “verrà riflessa l'indignazione vissuta dai popoli indigeni”.

GIORNATA ISPANICA. La Spagna celebra il 12 ottobre la sua festa nazionale, chiamata anche "Giornata ispanica", che commemora l'arrivo di Cristoforo Colombo in America, nel 1492. In Venezuela, dal 2002 sotto la presidenza del defunto Hugo Chavez (1999-2013), questa data è diventata la “Giornata della Resistenza Indigena”. “Ci uniamo alle voci che sono state sollevate in America per chiedere che il re di Spagna rettifichi la sua posizione, che rifletta e chieda il perdono dell'America per un genocidio durato 300 anni”, ha aggiunto Maduro.

CITTÀ DEL MESSICO. Sempre ieri, le autorità di Città del Messico hanno reso noto – come informano tanto il Los Angeles Times che il Guardian - che la replica di una misteriosa scultura preispanica di una donna indigena è stata scelta per sostituire la statua di Cristoforo Colombo che per 143 anni ha dominato il centralissimo Paseo de la Reforma, una delle principali arterie turistiche della metropoli. La statua scelta per sostituire quella del navigatore italiano è stata dissotterrata a gennaio nella regione di Huasteca, vicino alla costa del Golfo del Messico. È conosciuta come la giovane donna di Amajac, dal villaggio in cui è stata trovata sepolta in un campo. Ma nessuno sa veramente chi avrebbe dovuto rappresentare la scultura in pietra. L'Istituto Nazionale di Antropologia e Storia ha affermato che all'epoca la statua era simile alle raffigurazioni di una dea della fertilità della cultura huasteca. Ma gli archeologi dell'istituto hanno anche affermato che potrebbe essere stata un membro dell'élite o parte della classe dirigente

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