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L'intero governo di Castillo presenta le proprie dimissioni

Il presidente del Perù, Pedro Castillo, è comparso ieri pomeriggio in un messaggio a reti unificate per annunciare che il capo del suo gabinetto di ministri, Guido Bellido, ha rassegnato le proprie dimissioni. Pochi minuti più tardi, al termine della riunione della cupola del partito di governo, Perù Libre, anche il resto dei ministri ha rinunciato al proprio incarico, come d'abitudine durante una crisi di governo come questa.

Bellido era il membro più contestato del nuovo esecutivo insediatosi lo scorso 29 luglio, a causa delle dichiarazioni omofobe e sessiste realizzate in passato. I suoi avversari gli rinfacciano di aver avuto certe simpatie nei confronti del gruppo terrorista Sendero Luminoso, e da diverse settimane aveva intrapreso un duro scontro il il ministro degli esteri Oscar Maúrtua. Poche ore prima dell'annuncio delle dimissioni, la giustizia aveva imposto a Bellido un divieto di avvicinamento a meno di 300 metri dalla deputata Patricia Chirinos, che l'aveva querelato per violenza di genere. Il tribunale ha imposto al ministro anche l'obbligo di sottoporsi ad un esame psichiatrico.

Nella notte, il presidente Castillo ha annunciato la composizione del nuovo gabinetto che comincerà a espletare le proprie funzioni a partire da oggi. A capo del governo è stata nominata la deputata Mirtha Esther Vásquez Chuquilín, avvocato legata alla difesa degli attivisti ambientalisti peruviani, già presidente del Congresso. La maggior parte dei ministri uscenti sono stati riconfermati, salvo i dicasteri degli interni, istruzione, produzione, energia, cultura e lavoro.

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