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Messico affronta la crisi migratoria haitiana con programmi umanitari

Il governo messicano ha annunciato che riprenderà i voli per Port-au-Prince a partire dalla prossima settimana, per gli haitiani che vogliono tornare nel loro paese, ai quali, a detta dell'ambasciatore Hugues Momplaisir Féquiére, sarà dato un sostegno di 3000 pesos dal governo messicano, un equivalente di 150 dollari. L’annuncio fa seguito alla recente deportazione di centinaia di haitiani dagli Stati Uniti, dopo che nelle ultime settimane è stato installato un accampamento improvvisato al confine con il Messico. È, però, anche il risultato del dialogo tenuto il 21 settembre negli uffici dell’Istituto Nazionale di Migrazione (INM) tra i rappresentanti del Governo del Messico e quelli di Haiti in risposta alle necessità dei migranti presenti sul territorio.

Secondo quanto confermato dall’ambasciatore Féquière alla rivista messicana Milenio, entrambi i paesi hanno lavorato per portare il programma Sembrando Vida (Seminando Vita) anche ad Haiti, affinché i migranti che si trovano in Messico, ritornino volontariamente sull'isola. Il progetto, ideato precedentemente dal presidente messicano Andrés Manuel López Obrador per gestire la questione migratoria, si basa sulla distribuzione di un reddito (circa $250), agli abitanti delle zone rurali, in cambio della semina e della cura degli alberi sui loro appezzamenti.

In più, secondo il ministero degli Esteri messicano, il governo sta negoziando con Haiti anche l’implementazione del programma Jóvenes Construyendo el Futuro (Giovani che costruiscono il futuro) con lo scopo di affrontare le cause che sono all’origine dei fenomeni migratori. L’idea, che si basa su principi sociali e umanitari, è stata ben accettata e condivisa dal rappresentate di Port-au-Prince, il quale afferma: “Sono d’accordo con il presidente Andrés Manuel López Obrador che dice che bisogna aiutare queste persone a rimanere nel loro paese. Questo è vero, con il lavoro molti di loro non cercheranno di andare in un altro paese".

Sembrano, quindi, un brutto ricordo le immagini recenti delle guardie texane che, sul fiume del Rio, cacciano con fruste migranti (e non bestie da soma) ricoperti di pochi stracci.

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