/

Il Brasile rientra nella mappa della fame

In Brasile la risposta del governo alla crisi sanitaria è stata determinante per il peggioramento delle statistiche relative alla disoccupazione e alla fame: stiamo infatti assistendo ad una vera e propria lotta alla sopravvivenza.

Secondo i recenti dati della Rete brasiliana per la ricerca sulla sovranità e la sicurezza alimentare e nutrizionale (Penssan), sono 19 milioni i brasiliani che vivono in condizioni di malnutrizione. Dunque, sembrano lontani i tempi in cui, solo nel 2003, veniva approvato, dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, il progetto Fome zero (fame zero) che si poneva come obiettivo quello di sradicare l’incertezza alimentare nel paese. A sostenere il progetto c’erano tre pilastri, ormai crollati: disponibilità, accesso agli alimenti e stabilità del sistema. Oggi, invece, molti sono in fila alla Ceagesp, un centro alimentare all’ingrosso, per ricevere alimenti, o aspettano che alcune ONG portino loro da mangiare. Tanti altri si chiedono quale sia stato il ruolo di Jair Bolsonaro, cosa abbia fatto, o meglio cosa avrebbe potuto fare per limitare i danni e non portare di nuovo il Brasile tra i paesi presenti nella mappa della fame stilata dal Word Food Program (paesi il cui 5% della popolazione consuma meno calorie di quanto raccomandato), dalla quale era uscito nel 2014.

Già nel marzo 2021, Bolsonaro, data la disfunzionale gestione della situazione epidemiologica, fu definito da Lula responsabile del più grande genocidio della storia, attualmente il Brasile conta infatti ben 594.000 decessi a causa del COVID-19. Oggi, invece, i giornali lo presentano come colpevole del declino e della scarsezza alimentare in cui versa il paese. La rivista Carta Capital titola così i suoi articoli: “L’avanzamento della fame nel governo di Bolsonaro”, e ancora “Con Bolsonaro il paese torna tra i paesi nella fame del mondo”. Espressione, questa, del malcontento del popolo, che sfoga la propria rabbia su Twitter con l’hashtag #TaCaroCulpaDoBolsonaro (è -tutto- caro, colpa di Bolsonaro). È evidente che le famiglie abbiano difficoltà a consumare un piatto completo: i prezzi dei generi alimentari sono aumentati vertiginosamente e mangiare carne è quasi impossibile. Allo stesso tempo, Bolsonaro, durante il suo discorso all’ONU tenuto proprio pochi giorni fa, afferma: “il Brasile sta vivendo nuovi tempi. Nell'economia, abbiamo una delle migliori prestazioni tra gli emergenti.”

Questo articolo è disponibile anche in: ES