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Cile e Unione Europea riaprono il dialogo sull'accordo di libero scambio

Si è svolta in video conferenza la XVI Riunione del Comitato di Associazione Cile Unione Europea che ha riaperto la discussione intorno alla modernizzazione dell'Accordo di libero scambio siglato nel 2003. “Le due parti hanno ribadito il loro impegno a concludere i negoziati e hanno convenuto che un accordo modernizzato consentirebbe loro di sviluppare un partenariato più forte a livello bilaterale e globale su questioni quali il multilateralismo, il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile e la promozione della democrazia, dei diritti umani e della parità di genere”, hanno espresso le delegazioni in un comunicato congiunto.

Una delegazione di eurodeputati ha incontrato a Santiago questa settimana il presidente cileno, Sebastián Piñera e la ministra degli esteri ad interim, Carolina Valdivia, per dibattere il progetto. L'Ue ha chiesto la riapertura delle negoziazioni tra le parti sull'accordo di libero scambio nel 2015, per aggiornare i capitoli legati alla proprietà intellettuale e la tutela degli investimenti europei. La riapertura delle trattative però è stata sistematicamente posticipata per l'opposizione di buona parte dell'arco politico cileno, a causa delle conseguenze economiche ed ambientali che comporterebbero le modifiche richieste da Bruxelles. L'esecutivo di Piñera però ha recentemente deciso di accelerare i negoziati in vista delle elezioni presidenziali di novembre, per le quali la sua coalizione di centrodestra si trova in evidente difficoltà, e soprattutto per aggirare possibili restrizioni a questo tipo di accordi che sta studiando la Convenzione Costituente. La stessa presidente dell'organo che dovrà presentare il testo della nuova legge fondamentale entro la fine del 2022, Elisa Loncon, ha condannato la ripresa del dialogo tra le parti.

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