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Si chiude in Messico il sesto summit della Celac

Si è concluso questo fine settimana, a Città del Messico, il sesto vertice della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac), a cui hanno partecipato i principali leader della regione. Oltre al documento conclusivo dell'incontro, i 31 paesi presenti hanno sottoscritto il Piano per l'Autosufficienza Sanitaria elaborato dalla Commissione Economica per l'America Latina dell'ONU (Cepal) per garantire la distribuzione urgente di vaccini contro il Covid-19 nella regione.

“La Celac può diventare il principale strumento per consolidare le relazioni tra i nostri paesi e realizzare l'ideale di un'integrazione economica, con gli Stati Uniti e il Canada e nel rispetto delle nostre sovranità”, ha sostenuto nel suo discorso di apertura il presidente messicano, Andrés Manuel Lopez Obrador, che ha augurato per la regione un futuro di integrazione economica “simile all'Unione Europea”.

Uno dei principali dibattiti, però, è nato sulla presenza dei presidenti e delegati di Venezuela, Cuba e Nicaragua. I presidenti di Paraguay, Mario Abdo Benítez, e Uruguay, Luis Lacalle Pou, hanno lanciato forti critiche ai governi dei tre paesi che considerano illegittimi o direttamente dittatoriali. Un’altra discussione è stata aperta dalla ministra degli Esteri del Panama, Erika Mouynes: delle 31 delegazioni presenti, solo due (Panama e Jamaica) erano rappresentate da donne.

L'incontro si è concluso con l'approvazione del documento finale che racchiude i 44 accordi raggiunti durante il vertice, tra cui la creazione di un fondo comune per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.

 

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Federico Larsen