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Morto in carcere il leader di Sendero Luminoso, Abimael Guzmán

Abimael Guzmán Reinoso, fondatore del gruppo terrorista di ispirazione maoista Sendero Luminoso è morto questo sabato nella base navale del Callao, dove scontava l'ergastolo che gli era stato inflitto dopo la cattura nel 1992. Guzmán aveva 86 anni, e a luglio era stato ricoverato per problemi di salute legati alla sua età. Il governo peruviano ora affronta le polemiche sui resti del leader terrorista, per il timore della creazione di un santuario da parte dei suoi sostenitori.

La prima azione terroristica di Sendero Luminoso fu nel maggio del 1980, in occasione delle prime elezioni libere dopo 12 anni di dittatura militare. Da quel momento iniziò un lunghissimo conflitto interna che, secondo la Commissione per la Verità e la Riconciliazione, provocò la morte di 69.280 persone, la maggior parte contadini e indigeni. Guzmán, professore di filosofia all'università di Ayacucho, nelle Ande peruviane, si faceva chiamare allora “Presidente Gonzalo”, ed elaborò una rigida interpretazione del marxismo maoista a partire dalla quale giustificò i massacri compiuti dalla sua organizzazione specialmente nei confronti di prostitute, omosessuali e minoranze etniche. La lotta contro Sendero Luminoso servì ai governi e all'esercito per scatenare una terribile repressione contro studenti universitari e contadini oppositori, accusati di spalleggiare i gruppi armati attivi in Perù in quell'epoca. Di fatto, l'ex presidente Alberto Fujimori è stato condannato nel 2009 a 25 anni di carcere per i massacri da lui ordinati contro studenti e professori universitari.

Dopo il suo arresto, Guzmán ordinò ai suoi sottoposti di abbandonare le armi, ma non tutte le colonne attive obbedirono. Attualmente Sendero Luminoso funziona come braccio armato dei cartelli del narcotraffico nelle zone remote del centro-sud del paese. Dopo la morte di Guzmán il governo ha ribadito la proibizione di manifestazioni in suo onore, e si prepara a cremare i suoi resti e disperderli in mare per evitare la creazione di un santuario, seguendo l'esempio di quanto fatto negli Usa col corpo di Osama Bin Laden.

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Federico Larsen