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Nuova controversia tra Cile e Argentina intorno ai confini marittimi

La nuova regolazione decretata dal governo di Sebastián Piñera intorno ai limiti marittimi dello stato cileno ha scatenato una forte reazione da parte dell'Argentina. Secondo Buenos Aires infatti il decreto emanato lo scorso 27 agosto estende unilateralmente la sovranità cilena su un lembo di oceano di 5.000 chilometri quadrati che forma già parte delle acque territoriali argentine in base ad una legge approvata nel 2020 e riconosciuta internazionalmente.

Cile e Argentina sono due dei paesi che vantano la maggior estensione territoriale marittima del mondo. Nel 1997 Buenos Aires ha cominciato le presentazioni per il riconoscimento della sovranità sulle prime 350 miglia marittime di piattaforma continentale adiacente dalla costa, come previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Tale presentazione è stata approvata dal congresso argentino e ratificata in sede dell'Onu senza alcuna obiezione da parte di Santiago.

La relazione tra Cile e Argentina inoltre è regolata da un Trattato Bilaterale di Amicizia firmato nel 1984, al termine di una forte tensione intorno alla sovranità del canale di Beagle, nella Patagonia australe. Negli anni '70 l'intervento di Papa Giovanni Paolo II aveva sventato l'inizio di un conflitto armato, dato ormai per certo dai comandanti dei due paesi, che allora vivevano entrambi sotto rigide dittature militari.

Il ministero degli Esteri argentino oggi sostiene che il Cile sta violando apertamente i limiti territoriali stipulati proprio nel trattato dell'84: “La misura avviata dal Cile mira ad appropriarsi di una parte della piattaforma continentale argentina e di una vasta area di fondali marini e oceanici, spazio marittimo che fa parte del patrimonio comune dell'umanità ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”, conclude il comunicato. “Di conseguenza, la pretesa cilena non è accettabile per la Repubblica Argentina e pone una controversia che spetterà risolvere attraverso il dialogo in difesa dei diritti argentini; d'accordo con la storica fratellanza dei nostri popoli e il diritto internazionale”.

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