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Tutte le opposizioni presentano richiesta di impeachment contro Bolsonaro

L'opposizione parlamentare in Brasile ha presentato ieri al presidente della camera dei deputati, Arthur Lira, una richiesta formale di impeachment contro il presidente Jair Bolsonaro, accusato di 23 delitti contro la costituzione. Alla camera sono già arrivate 123 richieste in questo senso dall'inizio del governo Bolsonaro nel 2018, ma questa volta la mozione è stata firmata anche da partiti di centro e di destra, e da ex alleati del presidente.

L'iniziativa ha raccolto un consenso così ampio anche grazie alle rivelazioni fatte al giornale Folha de São Paulo da Luiz Dominguetti, rappresentante in Brasile dell'azienda statunitense Davati Medical Supply, che ha dichiarato che il ministero della sanità ha chiesto tangenti per la distribuzione del vaccino di AstraZeneca nel paese. Secondo Dominguetti, incaricato di mediare col governo l'arrivo dei vaccini per conto di AstraZeneca, il direttore dell'area di logistica del ministero, Roberto Dias, avrebbe chiesto di gonfiare il prezzo delle dosi acquistate dallo stato di un dollaro ciascuna. Dias è stato licenziato ieri stesso. Lo scandalo si aggiunge a quello scoppiato poche ore prima intorno ai sovrapprezzi applicati per l'acquisto dei vaccini di origine indiana Covaxin.

L'opposizione accusa il presidente di genocidio sanitario, omofobia, razzismo e corruzione. Per poter essere approvata però, la richiesta di impeachment deve essere inserita dal presidente della camera nell'ordine del giorno dei lavori parlamentari, cosa che Lira non ha fatto nei 123 casi precedenti. Inoltre, per essere approvato lo stato d'accusa dovrà ricevere il voto positivo dei due terzi dei deputati, numero che l'opposizione non riuscirebbe a raggiungere. Nella storia brasiliana solo due richieste simili sono arrivate al parlamento: nel 1991, quando il presidente Collor de Mello rinunciò per evitare una sicura sconfitta alla camera; e nel 2014, quando il parlamento destituí la presidente Dilma Roussef grazie ad una polemica accusa intorno alla modificazione nel registro del bilancio dello stato. Movimenti sociali e partiti di sinistra hanno però convocato ad una nuova giornata di mobilitazione nazionale per il prossimo sabato, la terza nel giro di un mese.

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