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Gli ex presidenti Lula e Cardoso convergono: non è il momento di riduzioni tariffarie unilaterali

Gli ex presidenti del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva (2003-2010) e Fernando Henrique Cardoso (1995-2002), ferrei opponenti durante i rispettivi governi, hanno sottoscritto questo fine settimana un comunicato congiunto sulla situazione del Mercato Comune del Sud (Mercosur) composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. “Concordiamo con la posizione del presidente dell'Argentina, Alberto Fernández, secondo cui questo non è il momento per riduzioni tariffarie unilaterali da parte del Mercosur, senza alcun vantaggio per le esportazioni del blocco”, sostiene il messaggio inviato da entrambi all'agenzia di notizie di stato argentina Telam.

“Concordiamo anche sulla necessità di mantenere l'integrità del blocco affinché tutti i suoi membri sviluppino pienamente le loro capacità industriali e tecnologiche e partecipino in modo dinamico e creativo all'economia mondiale contemporanea”, continua il testo. La posizione dei due leader brasiliani si iscrive nel dibattito suscitato dal presidente uruguaiano Luis Lacalle Pou durante l'ultimo summit di presidenti del Mercosur, in cui chiedeva una maggior flessibilità nella regolamentazione comune del blocco. Attualmente, infatti, nessun membro può stabilire accordi commerciali con un paese terzo senza coinvolgere gli altri, un divieto che il governo uruguaiano vuole eliminare con l'appoggio proprio del presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Sul versante opposto, il presidente argentino Fernandez difende l'attuale impostazione del Mercosur.

La presa di posizione pubblica di Cardoso e Lula, a capo dei due blocchi politici con le maggiori chance di sconfiggere Bolsonaro alle elezioni del 2022, è stata analizzata come un forte contrappeso all'iniziativa dell'attuale governo, oltre a mostrare la possibilità di maggior sintonia tra i partiti di opposizione in vista delle prossime elezioni.

 

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Federico Larsen