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Biennale Architettura: le storie di José Maria Caro in 500 dipinti

L’elemento centrale all’interno del padiglione cileno alla 17esima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia è costituito da 500 testimonianze trasformate in 500 dipinti. Basandosi su un insieme di regole formali e sul lavoro collettivo la cui paternità è diluita all’interno della comunità, pittori e storici hanno riunito le storie dell’emblematico insediamento José María Caro e le hanno trasformate in immagini. Queste immagini percorrono diversi spazi, richiamando vite passate e presenti di questa comunità.

La domanda “How will we live together?” comporta una riflessione sulle esperienze legate al modo in cui abbiamo vissuto come comunità, i diversi cicli storici e politici che sono parte del territorio che abitiamo e su come la memoria ci permette di osservare il nostro passato e, da lì, proporre un punto di vista comune.

Rodrigo Sepulveda ed Emilio Marin, curatori dell’esposizione, spiegano che “José Maria Caro è un insediamento emblematico di Santiago del Cile”. “Fin dagli Anni ’50, partendo dalla pianificazione urbanistica durante la presidenza di Alessandri – spiega Sepulveda - l'insediamento ha vissuto diverse crisi sociali per i 60 anni a venire. Ci sono testimonianze ed esperienze molto interessanti in mostra in questa Biennale, che cercano di rispondere a una domanda fondamentale: come vivremo insieme. Gli spazi di questo padiglione sono dedicati a esperienze di una vita fatta di integrazione, di vita vissuta uno accanto all’altro”.

Emilio Marin aggiunge che “stiamo lavorando con gli storici per le testimonianze, e stiamo utilizzando dipinti perché in questi vediamo una capacità espressiva superiore di quella degli abituali media architetturali quando provano a rappresentare la vita quotidiana”.

(Un ringraziamento allo studio 3dProduzioni per le immagini)

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