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Si dimette la ministra degli esteri e le proteste continuano in tutto il paese

La ministra degli esteri colombiana, Claudia Blum, ha presentato ieri le proprie dimissioni dall'incarico dopo le dure critiche ricevute in patria e all'estero per la difesa a oltranza espressa nei confronti del governo e delle forze dell'ordine nel mezzo della crisi sociale che attraversa il paese da ormai due settimane. Il ministero ha risposto con toni certamente aspri di fronte alle manifestazioni di costernazione per le violenze registrate negli ultimi giorni in Colombia, espresse da governi stranieri e organizzazioni internazionali, accusati anche di intromissione negli affari interni del paese. Blum si trasforma cosí nella seconda ministra dimissionaria del governo di Ivan Duque dall'inizio delle proteste, dopo il ministro dell'Economia Alberto Carrasquilla.

“Le esprimo la mia grande gratitudine per la fiducia che mi ha dato nel nominarmi in questo importante Portafoglio, in cui ho lavorato con dedizione e impegno per promuovere e difendere i principi e i valori della democrazia, della legalità, dell'equità, e l'imprenditorialità nella politica estera della Colombia”, ha sostenuto Blum nella lettera diretta al presidente.

Intanto in tutto il paese sono continuate le manifestazioni di protesta organizzate dal Comitato per lo Sciopero generale. Ieri sono state registrate 514 attivitá in 221 municipi a livello nazionale, dopo l'ennesima giornata di sciopero generale di mercoledí. Le nuove mobilitazioni sono state indette dopo il fallimento delle trattative tra governo e parti sociali di lunedí scorso. Il Comitato, che riunisce le principali organizzazioni sindacali e movimenti contadini, studenteschi e indigeni, hanno denunciato la mancanza di volontá da parte del governo per aprire un'inchiesta sugli abusi commessi da parte della polizia nelle ultime due settimane e che hanno portato alla morte di almeno 41 persone. Assicurano che porteranno il caso alla Corte Penale Internazionale. Il presidente Duque ha invece lanciato un appello ai portavoce del movimento la ripresa del dialogo per poter “tornare alla normalitá”.

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