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Dopo cinque giorni di manifestazioni e repressioni, Duque ritira il progetto di riforma fiscale

Il presidente colombiano Iván Duque ha annunciato ieri che ritirerà la proposta di riforma fiscale presentata al parlamento a inizio aprile e che è stata al centro delle grandi proteste registrate in tutto il paese negli ultimi cinque giorni. Dopo lo sciopero generale indetto dalle principali sigle sindacali il 28 e 29 aprile, le manifestazioni si sono moltiplicate in tutto il territorio nazionale. “Chiedo al Congresso della Repubblica di ritirare il progetto del Ministero delle Finanze e di trattare con urgenza un nuovo progetto frutto del consenso, evitando così l'incertezza finanziaria”, ha sostenuto Duque in un messaggio a reti unificate. “La riforma non è un capriccio. È una necessità. Ritirarla o no non era la discussione. La vera discussione è sul poter garantire la continuità dei programmi sociali”, ha aggiunto.

Ma all'opposizione generalizzata alla proposta di Duque, si è aggiunta nelle ultime ore la denuncia delle violenze commesse dalla polizia contro le manifestazioni. La procura ha aperto ufficialmente un'indagine sulla morte di dieci persone nella sola città di Cali durante le proteste. L'ong locale Temblores ha denunciato la morte di 21 persone a causa dell'intervento delle forze dell'ordine tra la mattina del 28 aprile e la sera del 1° maggio.

Anche la Rappresentante dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani dell'Onu in Colombia, Juliette de Rivero, ha espresso attraverso un comunicato la propria preoccupazione per gli atti di violenza registrati a Cali, Cauca, Medellín, Bello, Pasto, Neiva, Barranquilla, Villavicencio e Bogotà, da parte degli agenti di polizia. “Esprimiamo le nostre condoglianze alle famiglie delle persone che sono morte nel quadro delle manifestazioni. Chiediamo indagini, processi e sanzioni su tutti questi omicidi. Seguiamo la situazione e possibili violazioni”, ha scritto de Rivero su Twitter.

La proposta di riforma del sistema fiscale ha suscitato il rifiuto unanime dei sindacati e di tutto l'arco politico al di là della coalizione conservatrice al governo. L'obiettivo di Duque era di aumentare gli introiti fiscali nel 2022 di circa 6,5 miliardi di euro per finanziare la ripresa post pandemia. Eppure, il 74% dei nuovi prelievi previsti dal progetto sarebbero ricaduti sui ceti medi e sulle imposte al consumo, e solo un quarto degli incassi da nuove imposte ai settori più abbienti. Il progetto prevedeva l'introduzione del 19% di Iva sui servizi essenziali finora esenti come gas, acqua potabile o energia elettrica. A partire dal 2022, i salari superiori ai 600 euro annui avrebbero dovuto pagare l'imposta al reddito e dal 2023 il minimo imponibile sarebbe stato di 450 euro. E intanto sarebbe stata introdotta solo una tassa una tantum sui patrimoni superiori agli 1,35 milioni di dollari dell'1% e del 2% su quelli oltre i 4 milioni di dollari.

Secondo l'Osservatorio Fiscale dell'Università Javeriana il 30% delle famiglie colombiane vive oggi con un salario inferiore ai 90 euro mensili, che è la soglia che fissa il salario minimo. Solo il 10% più ricco può vantare ingressi superiori ai 960 euro al mese.

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Federico Larsen