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Superlega e diritti degli indigeni, le ex Farc contro Florentino Perez

L’ondata di sdegno per la creazione della Superlega europea di calcio arriva fino in America Latina, e coinvolge perfino gli ex guerriglieri colombiani delle Farc, da qualche anno istituzionalizzatisi in partito politico in seguito agli accordi di pace del 2016. L’account twitter delle Farc, che da pochi mesi si sono rinominati Comunes, risponde oggi alle dichiarazioni del presidente del Real Madrid Florentino Perez, numero uno della nuova Superlega, affermando che “Perez dice che il calcio è una piramide nella quale, nella misura in cui ai club più ricchi va tutto bene, questi poi gettano qualche briciola ai poveri e così sono tutti contenti. Ha spiegato apertamente cos'è una "super lega" che non ha nulla a che fare con il calcio”.

Ma non è tutto: Comunes infatti, in un tweet successivo, si scaglia nuovamente contro Florentino Perez, spiegando che altre il calcio “vuole promuovere la deterritorializzazione delle comunità indigene del Guatemala”. Ieri, infatti, è andata in scena una protesta delle comunità indigene che vivono sulle sponde del fiume Cahabal, uno dei più grandi del Guatemala, e il cui bacino è stato individuato nel 2016 dal presidente del Real Madrid per la costruzione del complesso idroelettrico Renace, che consta di ben quattro centrali collocate lungo il corso del fiume,  che nasce nella Sierra de las Minas e sfocia quasi 200 chilometri dopo nel lago Izabal.

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