/

La comunità afroamericana garifuna denuncia lo Stato per genocidio

Nel 224esimo anniversario dell'arrivo dei primi membri della comunità afro-discendente dei garifuna in Honduras, l'Organizzazione fraterna nera honduregna (Ofraneh) ha diffuso un duro comunicato in cui denuncia il pericolo a cui è sottoposto il popolo garifuna. “Manifestiamo che dopo più di due secoli, oggi più che mai, è presente la minaccia a un terzo esilio violento e intenzionale, attraverso un piano di genocidio contro la popolazione garifuna da parte dello stato dell'Honduras”, sostiene il comunicato.

I garifuna sono arrivati in Centro America provenienti dalle coste della Nigeria in barche schiaviste inglesi che sono naufragate al largo delle coste dell'isola di San Vicente. Secondo la loro tradizione orale, si tratta dell'unico popolo africano giunto alle Americhe senza mai esser stato ridotto in schiavitù. La comunità garifuna in Honduras, presente dal 1797, ha cercato di mantenersi al margine dai fatti di violenza che hanno scosso la storia del paese, ma dal 2018 gli attacchi contro la comunità sono aumentati. Secondo la Ofraneh sono già 40 i membri del popolo garifuna uccisi negli ultimi tre anni e da luglio del 2020 le comunità accusano la polizia della scomparsa di tre persone.

“Esortiamo lo stato dell'Honduras a compiere da subito la sentenza della Corte Interamericana dei diritti Umani del 2015 a favore delle comunità garifune di Triunfo de la Cruz e Punta Piedra. Condanniamo l'inosservanza di quella sentenza dopo più di cinque anni, situazione che ha aumentato le ostilità contro il popolo garifuna”, conclude il comunicato.

 

Questo articolo è disponibile anche in: ES

Federico Larsen