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Deforestazione, nel 2020 cinque Paesi latinoamericani responsabili di metà del totale mondiale

Brasile, Bolivia, Colombia, Perù e Messico si trovano tra i primi dieci paesi col maggior tasso di perdita di ettari di foresta tropicale del mondo, secondo uno studio pubblicato dal World Resources Institute con sede in Washington DC. In questi cinque Paesi sono stati distrutti 2,4 milioni di ettari di foresta tropicale nel 2020, più della metà del totale mondiale.

Il paese dove è stata disboscata la maggior superficie del mondo è il Brasile, con 1.704.090 ettari in un anno. Le politiche permissive dell'attuale governo di Jair Bolsonaro hanno portato alla reazione negli ultimi anni della comunità internazionale, che in molti casi, come quello dell'Unione Europea, ha subordinato la continuità degli accordi commerciali col paese sudamericano al controllo della distruzione della foresta Amazzonica. In Bolivia gli incendi della stagione secca 2019-2020 hanno provocato un forte aumento nella superficie di foresta persa, circa 277.000 ettari. Si teme ora per il futuro: il 70% del territorio boschivo incendiato nel paese tra il 2013 e il 2018 infatti è stato convertito a piantagioni di soia, e non vi sono elementi per prevedere un destino diverso per quelli andati in fumo nel 2020. Secondo il rapporto annuale Global Forest Watch inoltre, “la Colombia ha subito alti tassi di perdita di foreste primarie dall'accordo di pace del 2016 del governo con le FARC, che ha portato a un vuoto di potere nelle aree forestali precedentemente controllate”. E nel caso del Perù, lo studio sottolinea che “ha storicamente affrontato alti tassi di estrazione illegale di legname. L'estrazione dell'oro è stato anche in precedenza un importante fattore di deforestazione nella parte meridionale del paese”.

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Federico Larsen