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Tribunale Usa afferma che l'Honduras “sponsorizza” il narcotraffico

Il giudice della corte del Distretto Sud di New York, Kevin Castel, ha letto ieri la sentenza definitiva con cui ha condannato all'ergastolo il fratello del presidente dell'Honduras, Juan Orlando Hernandez, per crimini legati al narcotraffico internazionale. Secondo il tribunale, Antonio “Tony” Hernandez, che a sua volta é stato anche deputato in Honduras, “si é trasformato in un mediatore della droga che aveva come destino gli Stati Uniti” grazie alla sua posizione sociale, in un commercio “sponsorizzato dallo stato”, conclude il tribunale.

Nella deposizione il giudice Castel afferma che Tony Hernandez avrebbe usufruito di armi e mezzi militari appartenenti alle forze armate dell'Honduras per garantire i propri traffici, un giro d'affari da circa 1,5 miliardi di dollari. Hernández avrebbe anche preso accordi con altri cartelli della droga latinoamericani, come quello di Joaquín “el Chapo” Guzman in Messico, a cui avrebbe garantito protezione attraverso canali diplomatici e reparti delle forze armate dell'Honduras. Secondo Castel Hernandez era il mediatore per far arrivare tangenti milionarie a politici e funzionari, tra cui suo fratello Juan Orlando, a cambio di usare le strutture statali honduregne per proteggere il traffico di droga verso gli Usa.

L'attuale presidente dell'Honduras é stato accusato dalla procura di New York a marzo di aver propiziato un'associazione a delinquere insieme al narcotrafficante condannato negli Usa Geovanny Fuentes Ramírez, che attraverso “Tony” Hernandez avrebbe ricevuto protezione dalle forze di sicurezza dell'Honduras dal 2013 per ordine del governo. Juan Orlando Hernandez nega le accuse ma le indagini a New York proseguono anche sul suo conto, proprio mentre le relazioni con l'amministrazione Biden diventano piú intense a causa di una nuova ondata migratoria verso gli Stati Uniti.

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