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Italia e Brasile, avanti con la collaborazione su virus e vaccini

Si è concluso con soddisfazione generale il primo seminario sulla collaborazione scientifica Italia-Brasile nella lotta al COVID-19. L’Ambasciatore d’Italia Francesco Azzarello e la Direttrice della ricerca del Ministero della salute brasiliano Sachetti hanno entrambi insistito sull’ opportunità di rafforzare i rapporti scientifici bilaterali sulle malattie virali, grazie all’esperienza brasiliana su virus emergenti in Italia, ed all’eccellenza biomedica italiana. Il Consigliere della Ministra della ricerca e universita’ Gaudio ed il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanita’ Brusaferro, hanno sottolineato come il Brasile sia il quarto partner accademico dell’Italia e che occorra sin da ora iniziare a progettare il futuro dei rispettivi sistemi sanitari alla luce della pandemia in atto.

Dai sette interventi di scienziati e specialisti operanti in Brasile, Italia ed Australia, e’ emerso che ricercatori italiani e brasiliani stanno cercando di capire se esiste una predisposizione anche genetica al COVID-19 dovuta alla deficienza di alfa1-antitripsina, le cause del preoccupante aumento di mortalita’ da COVID 19 tra i giovani brasiliani e l’impatto delle nuove varianti sull’andamento della epidemia. E’ stato affrontato in modo articolato l’argomento vaccini e come i primi risultati dimostrino, anche in Italia, il loro effetto positivo sia sul singolo individuo sia sulle fasce di popolazioni vaccinate. Si e’ quindi discusso dell’impegno di Italia e Brasile nella ricerca dell’autonomia produttiva di immunizzanti anti-COVID-19. Il Brasile sta lavorando su due prodotti, mentre l’Italia, che gia’ partecipa ad un noto vaccino internazionale, sta completando la fase sperimentale di un altro di cui potrebbe iniziare la produzione nell’ultimo trimestre 2021. Moderatore dell’incontro e’ stato il consigliere scientifico dell’Ambasciata d’ Italia Prof. Fabio Naro.

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