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Per la prima volta nella storia del Paese si dimettono tutti i vertici militari

I comandanti delle tre forze armate brasiliane - Edson Pujol dell'Esercito, Ilqes Barbosa della Marina e Antonio Carlos Bermudes dell'Aviazione - hanno consegnato ieri le proprie dimissioni al presidente Jair Bolsonaro, in solidarietà con l'ex ministro della difesa Fernando Azevedo e Silva che ha abbandonato il ministero questo lunedì. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, i comandanti delle forze armate hanno voluto dissociarsi dall’operato del governo nazionale nella gestione della pandemia, in un forte gesto politico nei confronti del governo. In mattinata erano state addirittura smentite le voci che parlavano di un possibile sollevamento di alcuni reparti di polizia ed esercito.

Il Brasile è oggi il secondo paese al mondo per numero di morti dovuti al covid, con più di 317mila vittime nell'ultimo anno. Proprio ieri è stato raggiunto un nuovo record nei registri ufficiali, con 3.780 decessi 24 ore. Bolsonaro ha però minimizzato la crisi sin dall'inizio, opponendosi a misure di restrizione della circolazione e delegando ai governi statali le decisioni sanitarie per fermare la propagazione del virus. Le dimissioni dei vertici militari avvengono inoltre alla vigilia di un nuovo anniversario del colpo di stato del 1964, rivendicato apertamente dal presidente e i suoi ministri, che prevedono per oggi diverse celebrazioni in cui saranno incluse anche le Forze Armate.

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Federico Larsen