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Il Mas si conferma principale forza politica a livello nazionale

Questa domenica si sono svolte le elezioni per scegliere i 9 governatori dipartimentali e 336 sindaci e consigli comunali in Bolivia. Si completa la normalizzazione istituzionale del paese, dopo la crisi scoppiata a partire dal colpo di stato ai danni dell'ex presidente Evo Morales nel novembre del 2019.

Sebbene i risultati definitivi possono tardare una settimana ad esser resi noti dalle autorità elettorali, gli exit-poll coincidono nel presentare un panorama senza troppe sorprese. Il Movimento Al Socialismo (Mas) del presidente Luis Arce e Morales, vince comodamente nei dipartimenti del centro e ovest, Potosí, Cochabamba e Oruro, mentre l'opposizione conserva quello di Santa Cruz. Nei casi restanti di La Paz, Tarija, Pando, Beni e Chuquisaca si andrà al secondo turno previsto per il prossimo 11 aprile.

Confermata anche la scarsa performance del Mas nei principali centri urbani del paese. Il partito di governo controllerà solamente le città di Sucre e Cobija tra quelle più popolose, mentre l'opposizione mantiene ben salde La Paz, El Alto, Cochabamba e Santa Cruz, dove alle presidenziali dell'ottobre scorso Arce aveva ricevuto largo appoggio. Il caso di El Alto, storico bastione indigenista, è paradigmatico: qui l'ex presidente del Senato, Eva Copa, espulsa dal Mas pochi mesi fa ha vinto il municipio col 67% dei voti. Anche per l'ex presidente de facto, Jeanine Añez, le elezioni sono andate male: nella sua Beni natale ha raccolto poco più del 15% dei voti, rimanendo fuori dalla corsa a governatrice.

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