/

Dieci milioni di casi e vaccini a secco

Come era purtroppo ampiamente previsto, dopo la rilevazione degli ultimi dati sull’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, il Brasile ha raggiunto e oltrepassato la soglia dei dieci milioni di contagi totali, un tragico traguardo finora toccato solo da Stati Uniti e India. Una simile quota d’infezioni è stata registrata in un momento in cui sono vive le preoccupazioni per la possibile propagazione di una nuova variante locale più trasmissibile di quella originaria nonché per l’interruzione della campagna vaccinale in diverse città per mancanza di dosi.

Secondo i dati del Consiglio nazionale della sanità (Conass), il Paese ha registrato 51.879 contagi nella giornata di ieri, portando il totale a 10.030.626 infezioni dall'inizio della pandemia. Nello stesso arco di tempo, 1.367 persone hanno perso la vita a causa del Covid-19. Complessivamente, la malattia ha già ucciso 243.457 brasiliani. Il tasso di mortalità si mantiene al 2,4%, e al momento il rapporto tra casi letali e popolazione è di 115,9 vittime ogni 100mila abitanti.
Lo stato di San Paolo registra il maggior numero di casi (1.949.459) e anche di morti (57.240) in numeri assoluti, mantenendo un preoccupante trend di crescita. Rio de Janeiro, invece, con la più alta mortalità del Paese (5,6%), è al secondo posto nell'analisi dei decessi (31.882) e al settimo per numero di contaminati (566.928).
Dalla fine dello scorso anno, il Brasile ha affrontato il rischio di diffondere la nuova variante di Sars-CoV-2, identificata per la prima volta a Manaus. Come i ceppi britannici e sudafricani, questa mutazione è considerata più trasmissibile, tanto da aver causato il collasso del sistema sanitario nella capitale dell'Amazzonia, che totalizza 10.286 morti e 301.636 contagi.

Questo articolo è disponibile anche in: ES