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Il 40% dei migranti venezuelani sfrattati durante la pandemia

La relatrice per le migrazioni e i rifugiati della Commissione Interamericana per i Diritti Umani, Julissa Mantilla ha diffuso un rapporto confezionato insieme all'Onu che rivela che il 40% delle case abitate da migranti venezuelani in America Latina sono state sgomberate durante la pandemia. Un altro 38% è a rischio di sfratto in queste settimane. Il principale motivo è la perdita di un ingresso familiare che permetta di pagare l'affitto, tenendo in conto che l'irregolarità della situazione migratoria della maggior parte di loro gli impedisce di accedere ad un regolare contratto d'affitto.

L'inchiesta è stata realizzata in Perú, Ecuador, Brasile, Colombia, Panama, la Repubblica Dominicana e Guyana. Il paese col maggior numero di sfratti é la Colombia, dove si trova anche la più grande comunità di migranti venezuelani del continente, e il 69% di essi è stato cacciato di casa dall'inizio della pandemia. Secondo i ricercatori, tre famiglie su quattro di quelle che hanno perso la dimora durante la pandemia, sono nuovamente a rischio di sfratto. il 25% delle persone sfrattate sono minori o donne incinta. L'11% è senzatetto e in situazione di indigenza.

Le istituzioni internazionali di protezione dei diritti dei migranti e rifugiati lanciano un appello ai governi latinoamericani affinché si impegnino a garantire condizioni di vita dignitose e contratti d'affitto che tutelino gli inquilini anche se stranieri.

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