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Respinta carovana alla frontiera tra Brasile e Perù

La polizia peruviana ha bloccato una carovana di circa 400 migranti, la maggior parte haitiani provenienti dal sud del Brasile, alla frontiera tra le località di Iñapari (in Perú) e Assis (in Brasile). Secondo quanto riportato dalle organizzazioni umanitarie e missionari nella zona, si tratta di centinaia di persone da mesi stipate in un campo migranti improvvisato sul lato brasiliano, allagatosi negli ultimi giorni a causa delle piogge torrenziali che hanno colpito Madre de Dios, la zona selvatica in cui si trova la frontiera.

Il governo peruviano aveva rafforzato i controlli di frontiera nelle ultime settimane, con l'invio anche di mezzi militari, per controllare una trentina di passi illegali sorti dopo la chiusura totale dei confini per evitare l'espansione del Covid19. Gli agenti hanno usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per spezzare la carovana sul ponte che unisce le due località di frontiera. Una parte composta in maggioranza da donne e bambini è stata scortata verso lo stadio locale, mentre la maggior parte degli uomini sono stati respinti verso territorio brasiliano.

Bloccati nei pressi di Assis dopo aver perso i propri impieghi a causa della crisi sanitaria, gli haitiani, senegalesi e ivoriani che compongono la carovana hanno elevato un appello alle autorità peruviane affinché li lascino continuare il loro cammino verso nord, ma da Lima sostengono che la frontiera rimane chiusa, nonostante le testimonianze delle agenzie stampa locali indichino che il trasporto merci si mantiene attivo. L'obiettivo della carovana sarebbe intraprendere il viaggio verso il centro e nord America, e non rimanere in Perù. Il governatore dello stato brasiliano di Arce, Gladson Cameli, avrebbe già preso contatto con il ministero degli esteri peruviano per chiedere la creazione di un corridoio umanitario per permettere il passaggio della carovana.

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Federico Larsen