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Il Covid si abbatte sull’occupazione femminile

Le donne della comunità di America Latina e Caraibi sono la parte della società più colpita dalla crisi della pandemia da Covid-19. Secondo un rapporto presentato dalla Cepal, le restrizioni, la chiusura di frontiere e il conseguente arresto dell’economia hanno paralizzato completamente i settori di commercio, turismo e manifattura. Settori dove la partecipazione femminile era molto alta, solo nel turismo per esempio raggiungeva il 61,5%. Si tratta della più forte battuta d’arresto degli ultimi decenni per l’America Latina, con il prodotto interno lordo regionale che è calato del 7,7% nel 2020. Secondo quanto afferma Alicia Bárcena, segretario esecutivo del Cepal, più di 118 milioni di donne sono in una situazione di povertà, circa 23 milioni in più rispetto al 2019.

“Più della metà delle donne dell’America Latina è impiegata in settori che hanno risentito fortemente della crisi durante la pandemia – ha spiegato la Bárcena – la forza lavoro femminile rappresenta un punto cruciale nella lotta contro il Covid-19. Il 73,2% di dipendenti impiegati nella sanità sono donne costrette a lavorare in condizioni estreme: come gli straordinari, le situazioni precarie negli ospedali che le espongono ogni giorno al rischio di contrarre il virus”. “A questo si aggiunge anche una imponente discriminazione salariale rispetto alla parte maschile: circa il 23,7% delle donne che lavorano nel settore sanitario guadagna meno degli uomini”, aggiunge il segretario della Cepal.

“E’ fondamentale promuovere un nuovo patto finanziario che miri ad affinare la disparità di genere in America Latina e Caraibi – conclude la Bárcena – Bisogna investire nell’economia dell’assistenza che impiega milioni di donne. La priorità è la campagna di vaccinazione per le dipendenti donne. Questo è un pilastro per il benessere della intera popolazione”.

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