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Vaccino per 1,7 milioni di immigrati venezuelani

La Colombia vaccinerà 1,7 milioni di rifugiati venezuelani contro il Covid-19. La campagna di massa prenderà il via il 20 febbraio prossimo. Si tratta di una svolta storica per il Paese: gli immigrati saranno regolarizzati in uno statuto di protezione. Lo ha annunciato il Presidente Iván Duque dopo un incontro con l’Alto Commissario Onu, Filippo Grandi. E’ un traguardo umanitario e sociale importante per lo Stato colombiano che da anni gestisce un forte flusso di immigrati irregolari venezuelani che oltrepassano i confini de la “trochas”, i sentieri che uniscono i due paesi sudamericani. L’accordo mette fine alle polemiche che si sono create nella popolazione che non ha mai visto di buon occhio gli immigrati venezuelani, la cui gran parte è costretta a vivere come clandestini con lavori saltuari nei mercati, al momento chiusi a causa della pandemia.

I tanti che hanno cercato di rientrare in patria si sono visti respingere, rimanendo incastrati tra un paese che li considerava degli “appestati” e un altro nel quale era diventato impossibile sopravvivere. La regolarizzazione della comunità venezuelana è dunque un gesto umanitario emblematico per la Colombia. Non solo perché consentirà a circa un terzo degli immigrati venezuelani di accedere ai servizi e contribuire all’economia della Colombia dato il loro grande numero, ma anche perché Bogotà con questa decisione prova a riavvicinarsi all’Unione Europea, alle Nazioni Unite e agli Stati Uniti, allontanati dalla strage silenziosa dei combattenti delle Farc.

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