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Ancora proteste dopo l'uccisione di due civili da parte delle forze dell'ordine

Continuano le proteste in tutto il Cile in seguito agli abusi delle forze dell'ordine compiuti negli ultimi giorni. A dare il via alla guerriglia urbana è stata l'uccisione di un giovane giocoliere nella città di Panguipulli, avvenuta il 5 febbraio. Ad ucciderlo sarebbe stato un sergente cileno, ripreso in video da una autovettura ferma ad un semaforo. La vittima si chiamava Francisco Andres Martínez Romero, 27 anni e artista di strada. Il sergente Juan González Iturriaga si trova attualmente agli arresti domiciliari con l'accusa di "omicidio con arma da fuoco". Secondo il comunicato ufficiale delle forze dell’ordine sulla vicenda, la sua sarebbe stata legittima difesa.

Durante la notte stessa, una decina di edifici a Panguipulli sono stati dati alle fiamme, tra cui l’edificio comunale, le poste, il tribunale e l’anagrafe. Il fatto è stato ricostruito grazie anche alla testimonianza di Nataly Peralta, una infermiera che ha soccorso il giocoliere tentando di salvargli la vita. "Ho cercato in tutti modi di aiutarlo e tenerlo in vita – ha dichiarato– ma non c’è stato nulla da fare. È morto mentre cercavo di rianimarlo".

Sabato 6 febbraio le proteste si sono diffuse in tutto il Cile, compresa la capitale Santiago. A dare maggiore impulso alle proteste, l'8 febbraio è giunta la notizia di un'altra uccisione, stavolta avvenuta all'interno del commissariato 51 di Pedro Aguirre Cerda, propio a Santiago. Il secondo civile si chiamava Camilo Miyaki, anche lui 27enne. Secondo i Carabineros, si è trattato di un suicidio nella sua cella con l'utilizzo di una coperta, ma la famiglia ha smentito che la vittima avesse tendenze suicide. Camilo era stato fermato per aver violato la quarantena imposta durante i fine settimana. In questo caso, durante le proteste si sono verificati vari scontri con la polizia.

Dai disordini del 2019 contro il governo di Sebastian Pinera ad oggi, sono circa 8mila le denunce di abusi commessi dalle forze dell’ordine cilene.