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I contadini esigono la distribuzione delle terre che portarono al golpe del 2012

Le 160 famiglie di contadini che occupano da anni le terre di Marina Cué, nel dipartimento di Curuguaty, hanno marciato mercoledì al palazzo del governo per esigere il compimento della promessa di distribuzione di quei campi. Il Congresso aveva infatti approvato il passaggio del titolo di proprietà dal Ministero dell'Ambiente all'Istituto per la Terra, incaricato della riforma agraria sancita nella costituzione paraguaiana. Ma il presidente Mario Abdo Benitez ha posto il veto all'iniziativa bloccando così la cessione ai contadini.

L'occupazione dei 1.700 ettari di Curuguaty era stata sgomberata violentemente dalla polizia nel giugno del 2012. Durante l'operazione 11 contadini e sei agenti sono morti a colpi di arma da fuoco, la cui origine è tutt'oggi al centro della polemica. Quel massacro fu la giustificazione utilizzata dal congresso per la destituzione dell'allora presidente Fernando Lugo, un ex parroco di sinistra, accusato di “aver introdotto il conflitto di classe nel paese”. Nessuno stato latino-americano riconobbe il governo sorto da quel processo, svoltosi in solo 24 ore. Il conflitto intorno all'uso di quelle terre però continua ancora oggi, in un paese dove il 2% della popolazione detiene intorno all'80% delle terre coltivabili.

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Federico Larsen