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Onu: pil latinoamericano crollato nel 2020, Lieve ripresa per quest'anno

L'Organizzazione delle Nazioni Unite ha pubblicato il suo report annuale sulla situazione economica mondiale, il World Economic Situation and Prospects 2021, in cui parla di un crollo “dalle proporzioni storiche” per l'economia latinoamericana. Secondo le stime dell'Onu il 2020 si è chiuso con una perdita dell'8% del Pil nella regione, “la maggior contrazione degli ultimi 120” ha sostenuto la direttrice della Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi (Cepal), Alicia Bárcena.

La ripresa prevista per il 2021 si aggira intorno al 3,8%, e al 2,6% nel 2022, anche se, spiega l'agenzia incaricata della ricerca, le previsioni sono estremamente difficili visto il cambiante panorama economico dovuto alla pandemia. L'America Latina sarà dunque una delle regioni più colpite dalla crisi, tenendo in conto che a livello globale la contrazione nel 2020 è stata del 4,3% e la ripresa prevista si attesta intorno al 4,7% secondo l'Onu.

Intanto, il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per il continente. Nel 2021 l'organismo multilaterale assicura che la crescita sarà del 4,1%, mezzo punto percentuale in più rispetto a quanto pronosticato ad ottobre, ma comunque insufficiente per recuperare il terreno perduto durante il 2020.

Tanto Onu come Fmi pongono l'accento nella questione del debito e le politiche fiscali per la ripresa dei paesi in via di sviluppo come quelli latinoamericani. Entrambe le istituzioni vedono inevitabile una ristrutturazione del debito pubblico per lenire il peso di interessi e scadenze per le economie in difficoltà. L'Onu esorta i creditori multilaterali e privati a favorire questo tipo di negoziazioni. L'austerity è vista altresì come un problema per il futuro delle regioni in crisi, che in questo frangente avranno bisogno di maggior investimento nel settore della sanità ma anche in politiche di impiego, economia digitale e conversione energetica.

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Federico Larsen