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Le organizzazioni indigene annunciano la creazione della Polizia Comunitaria Mapuche

Le comunità indigene di Temucuicui e Ercilla della regione dell'Araucania, al sud del Cile, hanno annunciato la creazione di una Polizia Comunitaria Mapuche visto che “la polizia statale cilena rappresenta un aggressione e minaccia permanente contro il popolo Mapuche”, secondo il comunicato diffuso dai rappresentanti delle collettività. La decisione è stata presa al termine di un Lef Trawün (un'assemblea urgente) convocata dopo le perquisizioni realizzate dalle forze dell'ordine a Chacaico, Huañaco Millao, Temucuicui, Pancho Curamil, e Coñomil Epuleo.

Le operazioni di polizia sono molto frequenti nelle comunità Mapuche, con l'obiettivo, secondo l'autorità giudiziaria, di cercare armi e droghe. Ma molto spesso si trasformano in episodi di violenza. La settimana scorsa l'opinione pubblica è rimasta commossa dopo la diffusione di un video in cui un agente mantiene a terra con forza una bambina di 14 anni in mezzo alle urla disperate della madre. Il padre della bimba, Camilo Catrillanca, era stato ucciso dalla polizia durante una perquisizione simile nel 2018. Il 7 gennaio scorso, mentre la giustizia condannava il carabiniere responsabile della morte di Catrillanca, la polizia è entrata nuovamente nella comunità Temucuicui in cui risiedeva, e un agente è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco.

Secondo i dirigenti indigeni, la nuova polizia comunitaria intavolerà relazioni con lo Stato cileno e si incaricherà di difendere le comunità in questo tipo di situazioni. Nel comunicato diffuso questa settimana, i popoli Mapuche esortano la comunità cilena alla creazione di un patto politico sociale “fondato nel riconoscimento pieno dei nostri diritti, nella fine dell'impunità del genocidio e la riparazione del danno causato, nel riconoscimento della nostra sovranità territoriale e il riconoscimento del diritto all'autodeterminazione”.

 

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Federico Larsen