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Aborto, il governo ribadisce l’opposizione al progetto di legalizzazione

La ministra delle Donne, Uguaglianza e Genero, Mónica Zalaquett, ha ribadito la posizione ufficiale del governo del presidente Sebastián Piñera di fronte alla commissione incaricata di dibattere il progetto per la legalizzazione dell'aborto in Cile. “Il governo del presidente Piñera proteggerà sempre la vita sin dal momento della concezione”, ha spiegato Zalaquett. “Questa posizione e le sue giustificazioni sono state esposte in diverse occasioni a tutta la cittadinanza con totale trasparenza e, di fatto, prima delle elezioni presidenziali. Ed è stata una posizione invariata nel tempo”, ha aggiunto la ministra.

In Cile esiste una legge approvata nel 2017 che permette l'interruzione della gravidanza solo nel caso in cui corra pericolo la vita della madre, che il feto sia incompatibile con la vita o che sia frutto di una violenza sessuale. Il progetto presentato a inizio gennaio prevede la depenalizzazione dell'aborto in qualsiasi condizione, pur non prevedendo obbligo di prestazione da parte dello stato. Secondo la costituzione vigente solo l'esecutivo può approvare leggi che richiedano un ulteriore gettito fiscale.

La deputata Maite Orsini, presidente della commissione delle Donne, Uguaglianza e Genero dove si discute il progetto, ha recentemente spiegato che dall'approvazione della legge del 2017 sono stati praticati 1.813 aborti in condizioni sicure. Eppure, tra il 2008 e il 2017 sono state 2.047 le persone imputate per praticare o sottomettersi a un’interruzione volontaria della gravidanza. Il dibattito in commissione entrerà ora in un recesso fino al prossimo 3 marzo. Si stima che la votazione avverrà il 21 aprile, quattro giorni prima dell'elezione della Convenzione Costituente, e se approvato il progetto sarà sottoposto al parlamento.

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Federico Larsen