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Haiti, sarà un 2021 elettorale

Il governo del presidente Jovenel Moïse ha presentato settimana scorsa il calendario elettorale definitivo per il 2021, che prevede un referendum per confermare la nuova costituzione il prossimo 25 aprile, ed elezioni generali per il 19 settembre. Nel farlo ha anche nominato per decreto il nuovo Consiglio Elettorale Provvisorio, ente incaricato dell'organizzazione di entrambi gli appuntamenti elettorali.

L'opposizione però ha rifiutato le proposte del presidente e indetto una campagna nazionale di mobilitazione a partire da questo lunedì 11 gennaio. Si prevedono scioperi e manifestazioni in tutto il paese, e a partire dalla prossima settimana sindacati e partiti oppositori hanno avvertito che lanceranno un appello alla disobbedienza civile e il blocco di tutte le vie del paese, fino ad ottenere la rinuncia di Moïse. Secondo gli oppositori il governo sta portando avanti una riforma costituzionale illegale per cercare di mantenersi al potere a tempo indeterminato. L'attuale carta magna infatti non permette la realizzazione di un referendum per la sua riforma, e i detrattori del presidente assicurano che l'iter per la modificazione costituzionale non è stato seguito. Inoltre, Moïse, eletto nel 2017, dovrebbe abbandonare l'incarico il prossimo 7 febbraio, ma col calendario pubblicato dal Consiglio Provvisorio da lui creato estenderebbe la propria permanenza al potere fino al 2022.

La crisi haitiana è tra le più longeve dell'America Latina. Negli ultimi 34 anni dalla fine della dittatura, si sono avvicendati al governo 19 presidenti, di cui solo due hanno concluso il loro periodo nei tempi previsti dalla costituzione. Nelle ultime settimane poi si susseguono manifestazioni violente da parte di alcuni settori della polizia e bande di delinquenti che hanno provocato decine di morti e diversi sfollati. La capitale Porto Principe si trova senza carburante da dicembre.