Il governo argentino ha elevato una nota di protesta a quello britannico a causa della presenza di truppe di soldati del Granadiers Guards e Scots Guards nelle isole Malvine -Falkland per i britannici- in occasione di una serie di esercitazioni militari organizzati dalla Royal Navy e la Royal Army. Secondo un comunicato diffuso dal ministero degli esteri argentino, tale presenza rappresenta una violazione della risoluzione 41/11 dell'Assemblea Generale dell'ONU, che definisce l'Atlantico Sud come una zona di pace ed insta tutti i governi a ridurre la presenza militare.

Per Buenos Aires l'aumento della presenza militare nelle isole rappresenta una “ingiustificata dimostrazione di forza”, contraria a tutte le risoluzioni internazionali sul conflitto che dispongono lo stabilimento di un tavolo di negoziazioni pacifico. L'Argentina ha inoltre ribadito la propria rivendicazione di sovranità sulle isole Malvinas, Sandwich del Sud e Georgie del Sud, che considera territori illegalmente occupati dal Regno Unito dal 1833.

I contatti tra i due paesi sono stati intermittenti dopo la guerra del 1982. Riprese nel 1990, le relazioni diplomatiche sono state sospese nel 2010 a causa della decisione britannica di esplorare i fondali circostanti alle isole contese in cerca di petrolio. L'ex presidente conservatore Mauricio Macri ha poi riallacciato i contatti con Londra nel 2016, ma dopo il ritorno del peronismo al governo nel 2019 si sono rinnovate le tensioni intorno alle esercitazioni militari della British Forces South Atlantic Islands a luglio del 2020 e a inizio di quest'anno.

L'esclusione delle isole dall'accordo finale su Brexit, e il relativo ritorno al pagamento di altissimi dazi all'ingresso dei prodotti ittici delle Malvinas al mercato europeo hanno acceso forti polemiche tra gli abitanti locali e il governo di Boris Johnson.

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