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Una legge per i lavoratori agricoli dopo settimane di proteste

La commissione parlamentare incaricata di preparare la bozza della nuova legge che regola l'attività del settore agricolo in Perù ha raggiunto un accordo che punterebbe a risolvere il grave conflitto scoppiato da diverse settimane nel paese. Dopo una sessione durata più di dieci ore sono stati approvati tutti gli articoli della normativa che ora dovrà essere confermata dal Congresso entro martedì 29 dicembre, ultimo giorno di sessioni ordinarie prima della sospensione dei lavori sino a marzo 2021. Il progetto prevede l'abolizione dell'outsourcing nel settore agricolo, un aumento del salario minimo a 210 euro mensili, un bonus del 35% sui turni notte e il tetto massimo di 48 ore di lavoro settimanali per ogni lavoratore.

I prodotti di punta dell'agro peruviano sono i mirtilli, gli asparagi e carciofi, che negli ultimi anni hanno portato le aziende esportatrici a fatturare circa sei miliardi di dollari l'anno. Le condizioni di lavoro per gli impiegati del settore però generano duri conflitti. A inizio novembre, dopo la scadenza delle condizioni previste dall'ultima legge agraria votata negli anni '90, i sindacati del settore hanno portato avanti manifestazioni e proteste represse von violenza dalla polizia. Il 3 dicembre un lavoratore è morto durante l'azione delle forze dell'ordine, e il congresso ha derogato la legge vigente per dare il via all'iter che potrebbe concludersi questa settimana. I blocchi stradali sono ripresi durante la settimana di natale, dove si sono registrati nuovi scontri con 51 feriti e 24 arresti.

 

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