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In 2200 hanno già cambiato genere a un anno dalla nuova legge

Il Ministro della Giustizia e i Diritti Umani cileno, Hernan Larraín, ha presentato insieme alle autorità dell'anagrafe il primo bilancio dell'applicazione della legge di identità di genere approvata il 27 dicembre del 2019. La norma riconosce il diritto di tutti i cittadini a modificare nome e sesso nei propri dati anagrafici quando il genere stabilito nel certificato di nascita non corrisponde a quello percepito dalla persona.

Nel primo anno di vigenza della nuova normativa ci sono stati 2200 casi di modificazione. 1285 corrispondono a iscrizioni di nuove identità maschili, e 915 femminili. Tra esse si trovano anche 8 minorenni, la cui approvazione è stata gestita dal corrispondente tribunale di famiglia col consenso dei genitori o tutori legali. Tra il 1990 e il 2019 solo 750 persone erano riuscite ad ottenere il cambiamento di genere nei propri dati anagrafici in Cile.

 

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