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Una nuova legge contro "i traditori della Patria"

L'Assemblea Nazionale del Nicaragua ha approvato questo lunedì una legge che impedirà di presentarsi a cariche elettive ai cittadini che “dirigano o finanzino un colpo di stato, alterino l'ordine costituzionale, incitino l'ingerenza straniera o fomentino atti di terrorismo”. La Legge di Difesa dei Diritti del Popolo e l'Indipendenza, la Sovranità e l'Autodeterminazione per la Pace, ha però generato forti critiche da parte dell'opposizione che la considera un modo per imbavagliare e perseguitare le dissidenze.

A partire da questa norma, che secondo il governante Frente Sandinista de Liberación Nacional solo regola l'articolo 147 della costituzione che proibisce a chi provoca un golpe di presentarsi come candidato alle presidenziali, la giustizia potrà dichiarare “traditori contro la patria” le persone che “propongano o gestiscano blocchi economici o chiedano, esaltino e applaudano l'imposizione di sanzioni contro lo Stato del Nicaragua e i suoi cittadini”. Le pene arrivano fino ai 15 anni di reclusione.

Il presidente Daniel Ortega, al governo dal 2007 e alla ricerca di una terza rielezione nel prossimo novembre, aveva usato proprio i termini “terroristi” e “traditori” nei confronti degli organizzatori delle manifestazioni del 2018 in cui persero la vita più di 100 persone.

Proprio nelle ultime ore poi, il governo degli Stati Uniti ha annunciato l'imposizione di nuove sanzioni contro tre funzionai nicaraguensi. Si tratta del vicepresidente della Corte Suprema, Marvin Aguilar, il deputato Wálmaro Gutiérrez e il capo della polizia, Fidel Dominguez, che si aggiungono agli altri 24 funzionari sanzionati da Washington e considerati colpevoli di violazioni ai diritti umani.

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