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Il governo si impegna a celebrare elezioni libere e trasparenti nel 2021

Il ministro degli esteri haitiano, Claude Joseph, ha recentemente dichiarato che il governo di Jovenel Moïse è “seriamente impegnato” nel portare il paese a nuove elezioni generali per il 2021. Lo ha fatto durante una visita alla vicina Repubblica Dominicana, e nel contesto delle forti critiche generate nelle ultime settimane intorno alla Commissione Indipendente incaricata di preparare la nuova costituzione che sostituirà quella del 1987 emanata dopo la fine della dittatura. Secondo il piano di governo, nelle prossime settimane la Commissione farà conoscere ai principali rappresentanti delle forze sociali haitiane la bozza, che verrà poi sottoposta a referendum nel marzo del 2021.

Una volta emanata la nuova costituzione si svolgeranno le elezioni generali che garantiranno che le nuove autorità assumano i loro incarichi il 7 febbraio del 2022 come previsto sin dall'inizio del procedimento. Eppure già da diverse settimane movimenti sociali, gruppi femministi e sindacati si oppongono alla Commissione Indipendente e criticano fortemente alcune delle decisioni che verranno plasmate nel nuovo testo costituzionale, come l'eliminazione del senato e altre modifiche dell'assetto istituzionale che favoriscono i settori attualmente al potere.

“Mi piacerebbe segnalare che nei suoi 33 anni, la Repubblica di Haiti ha avuto più di 15 presidenti e 30 primi ministri, quando in condizioni normali durante questo periodo dovrebbero esserci stati sei presidenti”, ha concluso Joseph.

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Federico Larsen