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Lopez Obrador fa il punto a due anni dall'insediamento

Il presidente messicano Andrés Manuel Lopez Obrador ha celebrato la tradizionale cerimonia in occasione del secondo anniversario del suo insediamento e che si approfitta per fare un resoconto dello stato del paese e del programma messo in atto. In questo caso, Lopez Obrador ha sottolineato di aver compiuto già 97 dei 100 impegni presi prima di diventare presidente, e che solo gli manca dare il via a quelli sul decentramento amministrativo, lo sviluppo di fonti di energia rinnovabili e il chiarimento del massacro di Iguala in cui hanno perso la vita 43 studenti per mano delle forze dell'ordine nel 2014.

La cerimonia si è svolta come da tradizione nel cortile del palazzo di governo, ma a differenza degli altri eventi del 1 dicembre in Messico non c'è stato un discorso ai cittadini nel Zócalo, la grande piazza di Città del Messico e solo sono stati presenti una settantina di funzionari di governo e ministri.

López Obrador, ha cominciato il proprio discorso rendendo omaggio alle più di 100.000 vittime registrate in Messico a causa del Covid19. Ha riconosciuto le difficoltà dimostrate dallo stato nell'affrontare la situazione ma ha anche sottolineato che sotto il suo governo sono stati aperti 130 nuovi ospedali e altri 970 si sono convertiti per far fronte alla pandemia. Il presidente ha poi rivendicato la politica di austerity nella gestione pubblica che ha permesso risparmiare più di 12 miliardi di euro senza intaccare la spesa per i servizi pubblici, che è invece aumentata, così come il salario minimo. Tra i problemi più acuti che affrontava il Messico prima del suo arrivo al potere, vi erano il rincaro dei prezzi dei carburanti e l'inflazione, entrambi risolti secondo il governo.

Un bilancio positivo per Lopez Obrador, che ha dovuto ammettere però l'aumento di femminicidi, omicidi ed estorsioni durante questi primi due anni di governo. “La pace è il frutto della giustizia”, ha appuntato in chiusura intorno alla lotta contro la criminalità e la violenza. “Siamo mossi dalla ricerca della giustizia, non da quella dello sterminio”.

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