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Il ministero dell'Educazione pensa al ritorno a scuola anticipato

Il ministro dell’educazione cileno, Raùl Figueroa, ha reso pubblica l’ipotesi di un ritorno in aula anticipato a febbraio 2021. La possibile disposizione è frutto del lavoro del comitato consultivo dell’educazione, che in linea con il progetto nazionale “Paso a Paso” si prefigge un ritorno alla normalità dopo la prima ondata del Covid-19. Al comitato, convocato dal Ministero dell’Educazione e dall’Unesco, che si compone di professionisti del mondo sanitario, accademici e sostenitori dell’educazione, è stato affidato il compito di individuare le strategie migliori per una riapertura delle scuole in sicurezza. L’iniziativa, però, genera varie polemiche nel paese tra cui quella del collegio dei Professori che è in forte disaccordo con la riapertura.

Il ministro dell’educazione ricorda però che gli studenti cileni non mettono piede in aula da prima che le misure di contenimento del Covid-19 entrassero in vigore per lo sciopero nazionale indetto dal corpo docenti, e che l’educazione pubblica rischia di essere fortemente colpita dalla crisi con il rischio di aumentare le disparità tra gli studenti e di conseguenza nel paese. Il Ministero della Salute cileno dal canto suo ritiene possibile la riapertura delle scuole soprattutto in alcune aree meno colpite e sta già lavorando alle procedure da adottare in caso di positività di alunni o professori. Il processo sarà graduale, si avvarrà della collaborazione delle regioni. La scelta della riapertura sarà facoltativa per gli istituti come lo sarà anche la decisione dei genitori di far riprendere ai loro figli le lezioni in presenza.

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