/

Scontri in Costa Rica alle manifestazioni contro l'accordo col Fmi

Forti scontri si sono registrati questo martedì nei pressi della casa presidenziale a San José, capitale del Costa Rica. La polizia ha respinto con gas lacrimogeni i manifestanti che hanno attraversato da una punta all'altra la città per protestare contro le misure annunciate dal governo e destinate ad ottenere un prestito di 750 milioni di dollari da parte del Fondo Monetario Internazionale.

Il presidente Carlos Alvarado ha reso pubblica a fine settembre un piano d'azione che prevede riduzione della spesa pubblica e aumento delle imposte, per ottenere il beneplacito del Fmi e ricevere così aiuti finanziari. Le finanze del Costa Rica sono state duramente colpite dalla crisi dovuta al coronavirus. Se già il 2019 si era chiuso per il paese con una recessione del 6% del Pil, per il 2020 è previsto un ulteriore crollo del 9,7%. Per questo Alvarado, con l'appoggio del potere legislativo, si è rivolto al Fmi nelle ultime settimane.

Ma a partire dal 30 settembre, sindacati e movimenti sociali hanno lanciato una serie di proteste con blocchi stradali in 40 punti del paese e manifestazioni con grande partecipazione popolare. Da due settimane è bloccata la frontiera di Paso Canoas, la principale via di commercio col Panamá. Alvarado ha dunque ritirato il proprio progetto e convocato i rappresentanti di sindacati, movimenti e università per sabato prossimo, quando darà inizio alla conferenza tra le parti che studierà una soluzione alternativa per l'economia del paese.

Questo articolo è disponibile anche in: ES