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Liberato per errore un pericoloso narcotrafficante: crisi nella Corte suprema brasiliana

La liberazione di Andre de Oliveira Macedo, alias “Andre do Rap”, uno dei leader del cartello del Primer Comando de la Capital (PCC), ha scatenato un forte scontro interno al massimo organo della giustizia brasiliana. Oliveira Macedo si trovava in carcere dal 2019, accusato di essere uno dei principali fornitori di cocaina nel mercato illegale europeo. Era in attesa della conferma della condanna stabilita contro di lui nel 2013, e secondo la legge brasiliana la detenzione in via provvisoria doveva essere rinnovata dalla procura ogni tre mesi. Venerdì scorso, alla scadenza dell'ultimo periodo legale di reclusione preventiva, e senza aver ricevuto richiesta dal procuratore di estendere la permanenza in prigione, il giudice Marco Aurélio Mello del Supremo Tribunale Federale di Brasilia ne ha firmato la liberazione.

Il presidente della corte suprema Luiz Fux ha immediatamente lanciato il contrordine, ma Oliveira Macedo era già fuori dal carcere. Nel caso è intervenuto immediatamente anche il governatore di San Pablo, Joao Doria, che ha ordinato la cattura del capo narco. Che secondo le ricostruzioni fatte nelle ultime ore però, sarebbe già atterrato in Paraguay con un jet privato.

L'incidente ha riavviato l'annoso scontro tra la linea garantista della giustizia brasiliana, rappresentata dal giudice Mello, e quella punitivista che segue invece Fux. L'ex ministro di giustizia, Sergio Moro, è intervenuto pubblicamente a favore di quest'ultimo, e anche la stampa brasiliana ha duramente criticato l'azione di Mello.

Andre de Oliveira Macedo, ricercato dal 2013, è uno dei principali esponenti della più grande organizzazione criminale del Brasile. Il PCC, creato a San Pablo nel 1993, oggi ha una struttura di più di 30.000 membri e una fittissima rete all'interno di tutte le carceri del paese. Nel 2006 ha scatenato la più grande ondata di crimini della storia brasiliana, con 90 morti e più di 200 attacchi a proprietà pubbliche e private in tre giorni, come risposta al trasferimento di 700 dei suoi membri verso penali di massima sicurezza.

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