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L'Onu estende di due anni la missione di osservazione dei diritti umani

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha approvato martedì una risoluzione che estende per altri due anni le funzioni della Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti in Venezuela. La misura ha ricevuto 22 voti favorevoli, 22 astensioni e 3 voti negativi, di Venezuela, Eritrea e Filippine. La missione, guidata da Marta Valinas e composta da Francisco Cox e Paul Selis, era stata creata il 27 settembre 2019 con la risoluzione 42/25. Lo scorso 16 settembre ha pubblicato un primo rapporto in cui si denunciano casi di sequestro di persona e tortura da parte delle forze dell'ordine e presuntamente ordinati dalle autorità politiche venezuelane.

Già a luglio, l'Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Michele Bachelet, aveva presentato una relazione in cui si descrivevano più di 2000 casi di violazioni ai diritti umani commesse in Venezuela. Il governo di Maduro ha rifiutato le conclusioni esposte dalla Missione Indipendente, contestando il metodo utilizzato e l'indipendenza delle fonti. Secondo Caracas, i casi segnalati sono stati affrontati dalla giustizia venezuelana e i colpevoli condannati. Lo scorso 29 settembre, il ministro degli esteri venezuelano Jorge Arreaza ha consegnato all'ambasciatrice dell'Unione Europea in Venezuela, Isabel Brilhante Pedrosa, un fascicolo che raccoglie la versione del governo intorno alla violazione dei diritti umani nel paese. Il giorno dopo, lo stesso Maduro ha mantenuto una conversazione con Bachelet sullo stesso argomento.

Il rinnovo della missione in Venezuela ha generato forti tensioni diplomatiche tra i paesi latinoamericani. Il governo messicano ad esempio si è astenuto dall'accompagnare la risoluzione, mentre quello argentino ha cambiato posizione a ultimo momento, rivelando forti contrasti interni sulla posizione da adottare nel caso venezuelano.

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