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L'America Latina è la regione più colpita dalla perdita di posti di lavoro

Un nuovo studio dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro rivela che l'America Latina è la regione più colpita al mondo dalla perdita di posti di lavoro a causa della pandemia. Sono 34 milioni i posti di lavoro persi dall'inizio della crisi, ma i valori potrebbero essere molto più alti. Secondo la nota pubblicata dall'ILO infatti, l'alto livello di informalità nel continente (stimato intorno al 50% della forza lavoro) e l'inattività del mercato del lavoro durante il lockdown potrebbero nascondere un panorama ancora peggiore.

I dati dell'OIL indicano una riduzione del 5,4% del tasso di occupazione in America Latina e Caraibica nel terzo trimestre 2020, riducendo così il totale degli occupati al 51,1% della popolazione economicamente attiva, uno dei livelli più bassi della storia della regione. Si stima che la pandemia abbia provocato la distruzione del 20,9% delle ore di lavoro nella regione, un dato che l'OIL giudica allarmante, visto che si tratta di quasi il doppio rispetto alla media globale che si attesta intorno all'11,7%. Anche le retribuzioni sono diminuite in modo molto più significativo rispetto al resto del mondo: in America Latina durante la crisi sanitaria l'ora lavoro ha perso in media il 19,3% del suo valore contro il 10,7% del resto del mondo. Un problema che riguarda principalmente i giovani sotto 24 anni e le donne.

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