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In vendita l'Isola Guafo, considerata territorio ancestrale mapuche

In Cile è scoppiata la polemica intorno alla vendita dell'Isola Guafo, a 37 chilometri a sud dell'isola di Chiloé, nel Pacifico. Attualmente in mano agli impresari Paul Fontaine e Rodrigo Danús, é apparsa di recente nella lista di isole in vendita nella base dati dell'agenzia specializzata Private Islands Inc per un valore di 20 milioni di dollari.

L'isola, di quasi 200 chilometri quadrati, non solo offre riparo a diverse specie di pinguini, balene e uccelli, ma è anche considerata terra sacra e ancestrale da parte delle comunità indigene mapuche, i cui antenati si recavano sull'isola per realizzare riti sacri. Ora ambientalisti e popolazioni indigene ne chiedono l'espropriazione. “Vediamo l'isola come una fonte di vita e di potere spirituale”, ha spiegato al giornale inglese The Guardian Cristian Chiguay, leader delle undici comunità Lafkenche di Quillón. “Per noi non è un affare, non ha nessun valore dal punto di vista commerciale”, ha aggiunto. Alcuni deputati e senatori hanno già presentato al presidente Sebastián Piñera un progetto di legge per espropriare l'isola e farne una riserva naturale e culturale.

L'isola è da sempre disabitata, e l'unica costruzione umana presente è un faro che appartiene alla marina militare cilena. Da quasi un secolo è in mani private. Fontaine e Danús (nipote del generale Luis Danús Covian, ex ministro dell'economia di Pinochet), se ne sono appropriati alcuni anni fa con l'obbiettivo di instaurare un'azienda per l'estrazione del carbone. Ma la decisione dell'anno scorso da parte del governo di convertire le 28 centrali termoelettriche cilene per abbandonare l'uso di carbone entro il 2040 ha reso inviabile l'affare, e i due impresari hanno messo in vendita l'isola.

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