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Il Premio Caccuri e quel legame speciale con il Sud America

Si è concluso ieri sera, 24 settembre, il Premio letterario Caccuri, nella esclusiva e caratteristica cornice dell’omonimo borgo calabrese di recente inserito nell’elenco ufficiale dei “Borghi più belli d’Italia”. Hanno vinto Carlo e Renzo Piano, con il libro “Atlantide. Viaggio alla ricerca della bellezza", scritto a quattro mani da padre e figlio. In finale con loro erano arrivati Bianca Berlinguer, con “Storia di Marcella che fu Marcello” (La Nave di Teseo), Alan Friedman, con “Questa non è l’Italia”(Newton Compton) e Walter Veltroni, con ”Odiare l’odio” (Rizzoli).
Il noto contest, che di solito si tiene tra il 6 e 10 agosto, quest’anno è stato spostato nei giorni dal 19 al 24 settembre a causa delle restrizioni del Covid, mantenendo comunque tutta la sua capacità di attrazione e i numerosi eventi di discussione con personaggi di primo piano del mondo della cultura, dell’arte, della musica e dello spettacolo. Insieme ai consueti progetti che il Premio porta avanti da anni con scuole, librerie, comuni, gruppi di lettura e di ricerca, la novità di quest’anno è stata rappresentata dal concretizzarsi di due partnership internazionali, una con il “Premio L’Italiano” di Buenos Aires e l’altra con l’Associazione dei calabresi in Uruguay.

E si chiude il sipario sulla nona edizione del Premio Caccuri 😍

Arriverderci ad agosto 2021 per la DECIMA edizione del...

Pubblicato da Accademia Dei Caccuriani su Giovedì 24 settembre 2020

Due collaborazioni iniziate già due anni fa con il progetto “Lettere migranti”, voluto dall’Accademia dei Caccuriani che organizza il Premio Caccuri e che ha portato in Argentina e Uruguay cinque scrittori calabresi: Domenico Dara, Ettore Castagna, Gioacchino Criaco, Olimpio Talarico ed Eugenio Marino.
Un progetto con l’intento di far conoscere in Sud America la nuova letteratura calabrese, soprattutto quella che ruota intorno a un gruppo di scrittori diversi, ma accomunati dall’essere tutti calabresi “migranti” e che vivono fuori dalla Calabria, ma che nei loro scritti raccontano la Calabria e i suoi luoghi, tradizioni, storie e personaggi come fulcro del proprio narrare, attraverso il quale si configura una Calabria diversa dal solito, che non si piange addosso e che si mostra anche nelle sue potenzialità e voglia di guardare avanti.

Altro obiettivo di questo progetto è quello di far conoscere in Italia personalità italiane o iatalo-latinoamericane che si sono distinte in Sud America. Per la prima volta quest’anno il Premio Caccuri ha conferito, infatti, il “Premio eccellenze italiane nel mondo”, andato alla scrittrice italoargentina Griselda Gambaro e al politico ed ex ministro uruguayano Victor Rossi.

Questa sezione del Premio trova senso nella volontà di sottolineare il carattere multiculturale e cosmopolita dell’Italia in generale e del Sud Italia in particolare, che si evidenzia nella sua lunga storia di emigrazione in tutto il mondo, dove gli italiani si sono trasferiti e integrati, contribuendo a forgiare una identità multipla e transnazionale che non solo non perde il contatto e il legame con il Paese di origine, ma trova in esso anche motivo di riscatto nei paesi di arrivo, contribuendo in maniera significativa al progresso economico, sociale e culturale delle società ospiti.
E il piccolo borgo di Caccuri e il suo prestigioso Premio, che da sempre si distinguono per una particolare, signorile e naturale forma di accoglienza, di ospitalità e contaminazione culturale, sono risultati la sede ideale per internazionalizzare la cultura e la presenza italiana nel mondo.
Il Covid, però, quest’anno ha impedito che i premiati sudamericani potessero essere in loco a ritirare personalmente targa e pergamena. Per loro hanno ritirato i premi consegnati da Adolfo Barone, Presidente dell’Accademia dei Caccuriani, i due protagonisti della partnership internazionale, Olimpio Talarico ed Eugenio Marino.

Le motivazioni del premio sono le seguenti. “A Griselda Gambaro, scrittrice e commediografa tra le più apprezzate, per il suo impegno in difesa dei diritti umani. Attraverso le proprie opere, ha raccontato con passione e costanza, ai giovani e agli adolescenti, la violenza politica della ‘guerra sucia’, con cui la dittatura intendeva eliminare gli oppositori e qualunque forma di dissidenza nei mondi della culturale, dell'Università, della politica e del sindacato nell'Argentina degli anni Settanta. Per il suo amore per l'Italia e le sue origini italiane, che l'ha portata a scrivere del ruolo della migrazione nel plasmare lo Stato argentino attraverso le problematiche dell’emancipazione femminile nel contesto dell’immigrazione italiana in quel Paese, con le enormi difficoltà delle donne discendenti di immigrati in un contesto socio-familiare patriarcale. Lavoro che ha contribuito a ricostruire una memoria condivisa e transnazionale”.

“A Victor Rossi, per il suo cinquantennale impegno sindacale, sociale e politico in Uruguay, dove da orgoglioso discendente di italiani è stato sempre vicino alla propria comunità di origine, alle esigenze dei più fragili e dei lavoratori, battendosi anche contro la dittatura. Impegno che lo ha portato a subire sei anni di ingiusta carcerazione politica nei momenti più bui del Paese, senza mai piegarsi o arrendersi. Impegno proseguito con il ripristino delle libertà e del sistema democratico, nel quale ha saputo coltivare i rapporti e le relazioni con l'Italia – terra di origine alla quale si sente profondamente legato – migliorare i sistemi pubblici di trasporto dell'Uruguay rendendoli più accessibili, soprattutto ai meno abbienti e, da autorevole ministro dei Trasporti e dei Lavori pubblici, realizzare numerose e importanti opere pubbliche e viarie”.