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La Francia condiziona l'intesa UE-Mercosur alla politica ambientale di Bolsonaro

Il governo francese ha pubblicato il documento confezionato dalla Commissione Ambec, incaricata dall'ex primo ministro Edouard Philippe di esaminare nel dettaglio il preaccordo di libero commercio raggiunto nel luglio del 2019 tra l'Unione Europea e il Mercosur (composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Secondo il resoconto pubblicato dall'ufficio stampa del governo, il gruppo di esperti è arrivato alla conclusione che un trattato di libero scambio così come previsto nell'accordo preliminare tra i due blocchi, porterebbe a gravi conseguenze ambientali se non accompagnato da misure preventive da parte dei paesi latinoamericani.

Il patto è al centro di lunghissime trattative da più di 20 anni. I paesi del Mercosur, e specialmente l'Argentina, si sono storicamente opposti a quello che consideravano un accordo asimmetrico, in cui i vantaggi del libero scambio sarebbe andati principalmente all'UE che avrebbe potuto importare materie prime a basso costo. Ai governi europei invece preoccupavano oltre misura le politiche protezioniste del blocco latinoamericano. Dopo il raggiungimento di un accordo preliminare, le proteste però sono giunte principalmente dal settore agricolo francese, e quello dell'Europa dell'est, preoccupati di non poter reggere la concorrenza dei prodotti brasiliani e argentini che entrerebbero senza dazi al mercato comune.

Macron ha dunque posto negli ultimi mesi una serie di condizionamenti all'accordo, a cui si sono aggiunte le preoccupazioni espresse anche di recente dalla Germania per il mancato rispetto dell'accordo sul clima di Parigi, specialmente da parte del governo di Bolsonaro. Durante il summit del G7 di Biarritz, in piena crisi per gli incendi dell'Amazzonia, Macron accusò il presidente brasiliano di aver addirittura mentito sui suoi impegni per la protezione dell'ambiente. Il rapporto Ambec ora pone ancora maggiori ripari all'accettazione dei termini dell'accordo. Secondo il dossier infatti, l'approvazione dei termini stipulati l'anno scorso porterebbe ad un aumento del 5% del disboscamento in America Latina, con un costo effettivo di 250 dollari per ogni tonnellata di prodotti agricoli importata dall'UE. Un dazio inaccettabile per i leader europei, che dovrebbero sottoporre l'accordo alla ratificazione da parte dei rispettivi parlamenti, che in queste condizioni si presume rifiuterebbero il trattato in toto.

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