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Attacco hacker a database della direzione delle migrazioni argentina: chiesto un riscatto

Giovedì scorso il database della Direzione Nazionale per le Migrazioni dell'Argentina è stato oggetto di un attacco informatico che ha provocato un blackout digitale in tutti i controlli di frontiera. Secondo le ricostruzioni della procura specializzata in cyberdelinquenza di Buenos Aires, un gruppo hacker si sarebbe infiltrato della base dati della direzione e ne avrebbe rubato buona parte dei contenuti. Il ministero degli Interni, da cui dipende l'ufficio migratorio, ha però assicurato che non si tratta di informazione sensibile, e che la maggior parte proviene dagli archivi del 2016.

Eppure il gruppo assicura di essere in possesso di file contenenti informazioni di diverse ambasciate, dei servizi segreti e Interpol, e ha concesso una settimana di tempo per il pagamento di un riscatto il cui ammontare non è trapelato. In caso contrario renderà pubblico il contenuto infiltrato, anche se il governo argentino ha già anticipato che non negozierà con gli hackers.

Sebbene non si conosca l'identità degli attaccanti, il virus utilizzato, chiamato NetWalker, ha già fruttato più di 25 milioni di dollari in riscatti ai suoi sviluppatori, secondo una ricostruzione offerta alle autorità argentine dall'azienda informatica McAfee. Si tratta di un file ransomware, che penetra un database e ne cifra il contenuto rendendolo inaccessibile fino a quando non viene pagato il riscatto e l'informazione viene decifrata nuovamente. Tra le vittime recenti dello stesso virus si trovano anche università in California e la statale di Muchigan.

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