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Argentina e ONU chiedono spiegazioni per l'uccisione di due bambine durante operazione contro l'EPP

Il governo argentino e l'Organizzazione delle Nazioni Unite hanno chiesto ufficialmente spiegazioni al governo del Paraguay intorno alla morte di due bambine di nazionalità argentina durante un’operazione dell'esercito contro la guerriglia dell'Ejercito del Pueblo Paraguayo (EPP). Il 2 settembre infatti il governo di Asunción ha comunicato di aver sgominato uno dei principali comandi del gruppo armato attivo nel nord del paese dal 2008. In un primo momento le forze armate avevano fatto trapelare la notizia di aver anche ucciso una delle principali comandanti dell'organizzazione. Col passare delle ore però, fonti ufficiali hanno dovuto smentire quella versione, ed ammettere che ad esser state uccise nelle vicinanze dell’accampamento guerrigliero sono due bambine di 11 anni, di nazionalità argentina e di passaggio nel posto proprio durante l'operazione militare. Gli agenti hanno inoltre dichiarato di aver applicato il nuovo protocollo su ufficiale che regola la gestione di cadaveri durante l'emergenza del coronavirus che ne impone il seppellimento immediato. L'esercito ha dunque bruciato vestiti ed effetti personali e i vestiti delle bambine, distruggendo così ogni prova dell'accaduto. I corpi sono stati esumati questo fine settimana e si spera che l'autopsia possa rivelare informazioni sul contesto degli omicidi.

Lo scandalo si è poi approfondito dopo le dichiarazioni del generale Héctor Grau, che durante una conferenza stampa ha accusato l'Argentina di essere un “asilo nido” per i guerriglieri dell'EPP. Venerdì scorso il ministero degli esteri argentino ha chiesto ufficialmente spiegazioni intorno al caso. Domenica, il rappresentante per l'America del Sud dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Jan Jarab, ha chiesto un'immediata indagine indipendente dei fatti, con l'applicazione del protocollo internazionale di Minnesota per l'indagine di esecuzioni sommarie, arbitrarie ed extra-legali.

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