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L'arcipelago Fernando di Noronha aperto solo a chi ha già avuto il Covid

L'arcipelago Fernando de Noronha, a 350 chilometri dalle coste del Brasile, nello stato di Pernambuco, ha ristretto l'accesso a visitatori che certifichino di aver già avuto la Covid19. Secondo il segretario della Salute dello stato di Pernambuco, André Longo, nelle isole non è stata registrata diffusione comunitaria tra i poco più di 3000 residenti stabili, e l'obbiettivo è proprio quello di evitarla. Sebbene non esistano ancora certezze intorno alla durata effettiva di una possibile immunità tra le persone guarite da Covid19, le autorità hanno scelto questa via per riattivare il turismo unica industria possibile in questo arcipelago in mezzo all'Atlantico.

Dall'inizio della pandemia in Brasile sono poche le amministrazioni locali che hanno stabilito restrizioni rigide alla circolazione. Il paese è il più colpito dell'America Latina e il secondo al mondo per numero di contagi, ormai vicini ai 4 milioni. Le vittime fatali accertate finora sono oltre le 121.000. Dal punto di vista economico, per il Brasile si prospetta un futuro drammatico, con una caduta di quasi il 10% del PIL nel 2020 e la perdita di più di 9 milioni di posti di lavoro. Le autorità sanitarie locali hanno dunque stabilito questo peculiare protocollo per Fernando de Noronha, che è entrato in vigore a partire dal 1 settembre, per cominciare la riattivazione economica. Chi vorrà visitarne le bellissime spiagge dovrà presentare un certificato positivo di coronavirus con data precedente di almeno 20 giorni all'arrivo sulle isole, insieme al pagamento di una speciale imposta per il mantenimento ambientale. Il turismo, orientato ad un pubblico con alto potere d'acquisto, era stato proibito sulle isole a marzo, e da allora nemmeno i residenti che si trovavano temporalmente nel continente erano potuti rientrare.

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