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Il regime di Maduro grazia un centinaio di prigionieri politici

Nell’approssimarsi delle elezioni legislative di dicembre, il Venezuela ha annunciato la grazia a favore di più di cento politici dell'opposizione, inclusi una ventina di parlamentari accusati di aver complottato contro il presidente Nicolas Maduro. La decisione lascia intendere che il Partito socialista al governo intenda promuovere la partecipazione al voto, che una parte dell'opposizione ha pianificato di boicottare denunciando l’impossibilità di andare alle urne con la garanzia di uno svolgimento regolare della consultazione.

Tra i graziati per decreto presidenziale figura il parlamentare Freddy Guevara, che ha chiesto asilo all'ambasciata cilena, e Roberto Marrero, segretario generale del leader dell'opposizione nonché presidente dell'Assemblea, Juan Guaido.

“Ci auguriamo che queste misure contribuiscano a mantenere l'orientamento democratico di tutti questi attori politici”, ha dichiarato in conferenza stampa il ministro dell'Informazione Jorge Rodriguez, ma la risposta di Guaido non si è fatta attendere: per il leader dell’opposizione, che il 23 gennaio dell’anno scorso durante la manifestazione che ha innescato la grave crisi politica tuttora in corso ha giurato come presidente ad interim, il governo Maduro utilizzerebbe la grazia “come moneta di scambio” per “legittimare una farsa”, ovvero le elezioni legislative del 6 dicembre che gli avversari dell’esecutivo intendono boicottare. “Non si graziano gli innocenti né coloro che godono dell’immunità”, ha chiosato Guaido.

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