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Nel picco dei contagi, l'opposizione manifesta a Buenos Aires

Migliaia di persone sono scese in piazza questo lunedì a Buenos Aires, convocate da diversi partiti di opposizione “in difesa della repubblica”. Nei messaggi lanciati nei social, si invitava a manifestare contro la riforma del sistema giudiziario annunciata dal presidente Alberto Fernandez, e l'estensione delle misure di isolamento fino al 30 agosto. Presenti anche gruppi anti vaccini, che rifiutano la produzione in Argentina del vaccino elaborato dall'università di Oxford, cartelli contro il 5G e contro le misure sanitarie per l'emergenza coronavirus. Nella Avenida 9 de Julio, principale arteria della città, centinaia di macchine son bandiere si sono posteggiate facendo suonare i clacson durante diverse ore del pomeriggio. Ma la partecipazione è stata tale che ben presto sono saltate tutte le misure di distanziamento sanitario.

Il governo, in carica da dicembre scorso, ha annunciato l'invio al parlamento di una riforma della giustizia federale, che l'opposizione ha letto come un tentativo disperato di salvare l'attuale vice presidente, Cristina Fernandez de Kirchner (presidente tra il 2007 e il 2015), dai molteplici casi di corruzione in cui risulta imputata. Altresì, diversi gruppi che rispondono al PRO, partito dell'ex presidente Mauricio Macri, chiedono un allentamento delle misure di lockdown, che nella zona metropolitana di Buenos Aires sono in atto dal 20 marzo.

Eppure la situazione sanitaria in Argentina sta attraversando il momento peggiore di contagi dovuti al coronavirus. Da un mese il numero di casi giornalieri non scende sotto ai 4.000, e sono già 5.700 i morti dal primo caso registrato a marzo nel paese. Il governo ha chiesto responsabilità ai manifestanti, invitando l'opposizione a trovare altre forme di manifestazione per evitare la diffusione del virus.

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